venerdì 22 agosto 2014

Fulvio Varljen: cinque anni in amaranto

Varljen col figlio nel giorno della promozione
Quattro campionati di C culminati con la promozione del 1963-64 e l'anno successivo in B quasi sempre da protagonista. Intorno alle 150 partite in amaranto e quattro gol sono i numeri di Fulvio Varljen che del Livorno fu difensore e capitano.
"Chiesi di essere ceduto al Livorno, tra le richieste che avevo, perché a Torino con i granata avevo giocato con Romano Taccola che me ne parlava benissimo. L'amaranto e il Livorno fanno parte di me. Oltre alle soddisfazioni sportive, in quel periodo, in quella città nacque il mio primogenito Gianfranco. Arrivai nel 1960-61 con Pellis ed eravamo un bel complesso, ma i dirigenti non dettero troppa fiducia a Silvestri che venne cacciato all'ottava giornata. Al suo posto, traghettati da Ugo Conti per una settimana, ci ritrovammo Campatelli che era stato un buon giocatore nell'Inter e ci faceva pesare il fatto di essere in C con noi. In quella squadra giocai con Pisetta con cui spesso ci siamo rivisti sulle tribune del nord a veder giocare il Livorno. Con Gimelli e Mazzucchi invece eravamo vicini di casa davanti ai Bagni Pancaldi. Andavamo insieme agli allenamenti.
Nel 1962-63 arrivò Mazzetti e sfiorammo la promozione che raggiungemmo la stagione successiva. Pian piano vidi arrivare Caleffi, Balestri, Azzali, Virgili e altri. Vincemmo il campionato davanti a un ottimo Forlì e in difesa subimmo soltanto 18 gol. Il tifo dell'Ardenza inarrivabile. Non avrei certo pensato che dopo quattro anni a quel livello, in serie B avrei trovato le difficoltà che mi portarono a lasciare Livorno.
Varljen capitano accanto a Pecos Bill Virgili
Purtroppo ebbi uno scontro con la dirigenza per dei soldi pattuiti fuori-contratto che non mi arrivarono mai. Nel girone di andata ero fuori rosa e mi allenavo a Montenero con i tifosi che venivano a rincuorarmi. Anche Mazzetti mi voltò le spalle contando di rimpiazzarmi con Cairoli. Io mi impuntai al punto che, quando Ivo Andrei si offrì di darmeli di tasca sua, io rifiutai perché l'accordo era con la società e non con lui. A gennaio mi arresi e Bonsanti (traghettatore tra Mazzetti cacciato e Parola neo-assunto ndr) mi riportò in squadra. Ci salvammo all'ultima giornata. Parola però non mi piaceva; dopo un'amichevole contro la Russia di Yaschin e Cyslenko mi disse cadendo dalle nuvole che non sapeva giocassi così bene. Mi allenava e non sapeva... Comunque glielo feci ripetere l'anno dopo quando passai al Trani e sul tabellino dei gol di Trani - Livorno, accanto alla scritta 1-0 c'era il mio nome."

Vinicio Saltini da IL TIRRENO del 3 Novembre 2007

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