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lunedì 14 luglio 2014

campagna abbonamenti 2014-15


Gli abbonati della scorsa stagione che rinnoveranno la tessera avranno diritto ad un biglietto a prezzo scontato per assistere alla prima gara di Tim Cup, disputata allo stadio “A. Picchi”.
Tutti gli spettatori, senza limiti di età e tipologia, devono essere in possesso di un titolo d'ingresso (escluso i nati dal 01/07/2012 e successivi). 

La sottoscrizione dell’abbonamento può essere effettuata come segue:

PRIMA FASE: dal 14 luglio al 30 luglio 2014
PRELAZIONI: gli abbonati della stagione 2013/14, presentandosi con la relativa tessera, potranno esercitare il diritto di prelazione;
NUOVE SOTTOSCRIZIONI: in contemporanea alla prelazione, sarà possibile per chiunque sottoscrivere nuovi abbonamenti (solo su posti non riservati alla prelazione).

SECONDA FASE: dal 4 agosto 2014
VENDITA LIBERA

I punti vendita che aderiscono alla campagna abbonamenti sono i seguenti:
Punto Amaranto c/o Stadio – Piazzale Montello (Orario 10.00/12.00–15.30/18.30 da lun. a ven; il sab. 10.00/12.00). Altri punti vendita, presso i quali potrà essere richiesto un supplemento di prezzo, sono:
- Chiosco Livorno c/o Centro Commerciale Fonti del Corallo – Via Graziani, 5 (Orario 9.00/19.00)
- GoldBet Livorno – Viale Cestoni, 45/47 A (Orario 15.30/20.30)
- Tabaccheria Cioni Tamara – Via Roma, 133 (Orario 7.00/21.00)
- Toto Terzo – Piazza Mazzini, 113 (Orario 9.00/13.00 – 15.30/19.30)
- Club organizzati

Per la sottoscrizione di un abbonamento è necessario essere possessore di una Tessera del Tifoso.

Documenti necessari per la sottoscrizione di un abbonamento:

EX-ABBONATO Stagione 2013/14: Tessera del Tifoso e ricevuta Abbonamento 2013/14

NUOVO ABBONATO:       
- Copia del documento d’identità dell’interessato e se minore di chi ne esercita la potestà
- Copia del codice fiscale
- n° 1 foto tessera

giovedì 4 novembre 2010

Il primo gol di Igor...


Giusto per essere un po' pignoli, in questi giorni di festeggiamento per il venticinquennale del gol di Protti in Livorno - Sorrento del 1985-86, ci piace precisare, pur sorvolando sulla dinamica dell'azione, che il primo gol in maglia amaranto Igor lo mise a segno in coppa Italia contro il Pontedera.
Con infinita stima a tutti coloro che lavorano quotidianamente per mantenerci informati sulla squadra del nostro cuore e un abbraccio a Igor che non guasta mai.

Forza Livorno
REDAZIONE

lunedì 1 novembre 2010

I bimbi danno soddisfazioni

Credevamo a una delle solite boiate di Signorelli, quando a fine stagione scorsa convocò una conferenza stampa per difendere il lavoro fatto dal Livorno sul settore giovanile che storicamente, ahinoi, ha sempre dato poche soddisfazioni; invece quest'inizio di stagione 2010-11 fa pensare: chissà che questa volta non abbiano davvero lavorato bene.
Così, per la prima volta dopo chissà quanto, arriviamo a novembre senza già avere squadre tra l'ultimo e il terzultimo posto con in più un filotto di derby che non può esser perso nel dimenticatoio; ci permettiamo quindi di elencare quattro importanti risultati del mese di ottobre, nonché di ringraziare i bimbi per questo esempio di attaccamento alla maglia: vi vogliamo cosi!

Giovanissimi Regionali: Livorno - Pisa 3-0 tabellino
Berretti: Pisa - Livorno 0-2 tabellino
Allievi Nazionali: Livorno - Pisa 2-0 tabellino
Giovanissimi Nazionali: Pisa - Livorno 0-2 tabellino

domenica 24 ottobre 2010

Dionisi sulle tracce di un mito

Fabrizio Pucci da IL TIRRENO del 13 ottobre 2010

Federico Dionisi ospite della trasmissione Livornolé di Granducato Tv si è fatto conoscere in presa diretta dai tifosi.
«Livorno è una tappa fondamentale per la mia carriera. Ho un debito di riconoscenza verso la società che mi ha seguito, mi ha cercato e mi ha portato qui fino a farmi debuttare in serie A, l’anno scorso con il Cagliari. Ecco. Quello è stato il giorno più bello della mia carriera». Poche presenze in serie B tra Salerno e Livorno. Ma tanti gol. Gli operatori di mercato hanno drizzato le antenne. Ma lui non se ne cura: «Penso solo al Livorno. Al resto non do peso. Devo rimanere concentrato per fare bene e ripagare con i gol la fiducia che mi è stata data». Il campionato: «Abbiamo imboccato la strada giusta e dobbiamo andare avanti così. Siamo un gruppo giovane che si sta conoscendo. Nello spogliatoio c’è un bel clima. C’è grande coesione. E su queste basi possiamo andare lontano». Già 5 gol in amaranto: «Il gol al quale sono più legato è il primo di Ascoli. Tra l’altro c’erano tanti amici a vedermi quella sera. E’ stata una bella soddisfazione». Parla delle sue caratteristiche: «Ho ancora tantissimi difetti. Devo migliorare su molti aspetti. Il mio pregio? Non mollo mai». La coppia gol composta da Tavano e Dionisi, tandem atipico, ma prolifico: «È vero che fisicamente non siamo la classica prima e seconda punta. Ma poco importa. Mi trovo bene con qualsiasi tipo di compagno di reparto. Addirittura l’anno scorso a Salerno ho giocato da solo là davanti con due mezze punte alle spalle. Nell’ultimo periodo ho pure curato l’aspetto atletico per mettere su muscoli e resistere ai colpi dei difensori e farmi rispettare in area. Tutto è relativo: basta buttarla dentro». Già... Salerno: «Nessun rimpianto per essere andato via da Livorno a gennaio. Ero chiuso da grandi attaccanti: Ciccio, Lucarelli, Tomas. Poi arrivò Bellucci. Sapevo che sarei dovuto andare a giocare. E’ stata una scelta azzeccata. Certo. Dispiace per la retrocessione, ma sono tornato ed è ciò che conta».

da IL TIRRENO MAGAZINE ottobre 2010

Igor come vedi la squadra?
"È stato importante mantenere una serie di giocatori che per la serie B sono di rilievo. Mi riferisco a Tavano, Knezevic e Miglionico di lusso per la categoria. Sono contento che sia rimasto anche De Lucia che l'anno scorso venne messo da parte e non capisco perché. A Livorno ha dimostrato di essere forte, affidabile. Dal mercato è arrivato iori che ha buona esperienza. Dal punto di vista tecnico questa squadra può dire la sua, l'aspetto caratteriale lo valuteremo col tempo, ma sono convinto che con Pillon si possa andare lontano."
Conosci l'allenatore?
"Ha doti umane fuori dal comune, lo stimo come allenatore e come uomo. L'ho conosciuto la scorsa primavera, sono felice che alleni il Livorno."
I tifosi?
"Se sono insoddisfatti, avranno i loro motivi. Sappiamo quanto i livornesi amino la loro squadra e se la critica può generare il distacco, chi va in campo dovrà farsi voler bene. Il risultato conta, ma non è tutto. I giocatori dimostrino attaccamento alla maglia e lascino il campo dopo aver dato tutto. I livornesi apprezzano i giocatori che dimostrano rispetto per la maglia che loro amano."
Un giudizio su Dionisi.
"Se qualcuno va a rispolverare una mia dichiarazione di un anno fa, dopo Rosignano - Livorno, vedrà che mi ero già espresso riguardo a Federico. Quella sera mi aveva colpito, non so perché a gennaio fu prestato; sono felice che sia tornato. Non ha grande esperienza e non possiamo pensare che trascini la squadra in tutte le partite, ma è molto importante per noi."
A chi dice che in lui rivede Igor Protti?
"Mi fa piacere la considerazione che vedendo lui si pensi a me. Essere ricordati per ciò che si è fatto, ma soprattutto per il modo di giocare e il carattere, inorgoglisce. Spero che Dionisi faccia ancora meglio e che riceva almeno un centesimo delle soddisfazioni e dell'affetto che ho avuto io dai livornesi."

martedì 28 settembre 2010

Ciao Carlo!

Luciano deMaio da IL TIRRENO del 27/28 SETTEMBRE 2010

Era uno che sapeva soffrire, Carlo Vivaldi. Come gli sportivi veri. E il destino, terribile, le sofferenze non gliele ha risparmiate davvero. Vivaldi si è spento a 74 anni non ancora compiuti (era nato il 14 novembre del 1936), nella sua abitazione di via Grande, sfinito dalla Sla, che l’aveva attaccato anche alle corde vocali. La beffa delle beffe: lui, uomo col calcio nel cuore, ucciso dalla malattia che rappresenta il nemico pubblico numero uno per i calciatori.
Per un quarto di secolo è stato dirigente addetto agli arbitri del Livorno Calcio, salendo di categoria a fianco della squadra, assaporando insieme ai giocatori le gioie per le promozioni conquistate e le amarezze per quelle sfumate: dai primi anni ’90 in Eccellenza al magico 2004 del debutto nella massima divisione a San Siro, contro quel Milan di cui Vivaldi è sempre stato un tifoso.
Un’amicizia vera, profonda, verso Picchi però, portò Vivaldi a seguire Armandino in tutte le imprese più importanti compiute dallagrande Inter a metà degli anni ’60. I due andarono insieme anche ai Mondiali del Messico.
Carlo Vivaldi ha lavorato all’esattoria, prima di raggiungere la pensione. Una volta a riposo, ha dedicato il suo tempo alla passione che aveva per il calcio, lui che in gioventù era stato anche una mezz’ala da serie D: aveva giocato nel Labrone, guadagnandosi il soprannome di “Schiaffino”, per estro ed eleganza. Entrò, così, nei quadri dirigenziali del Livorno, occupandosi del rapporto coi direttori di gara.
Fino a quando le condizioni di salute glielo hanno permesso, Carlo Vivaldi è rimasto accanto al “suo” Livorno. Già nello scorso campionato non ce l’ha fatta a continuare nella sua attività di addetto agli arbitri, perché la malattia avanzava inesorabile. La salma da ieri è stata esposta nell’atrio dello stadio, dove è stata allestita la camera ardente in mezzo ai busti di Armando Picchi e Mario Magnozzi, mentre sul pennone del piazzale Montello la bandiera del Livorno calcio sventolava a mezz’asta. In tanti hanno voluto rendere omaggio alla salma e salutare la moglie: fra loro, Mauro Lessi e Franco Ferretti hanno versato lacrime vere, nel ricordare un amico che non c’è più e che merita davvero le parole migliori, per la generosità d’animo e la signorilità che ha sempre mostrato. Poi Igor Protti e David Balleri, Roberto Tancredi e Paolo Guerrieri, Alessandro Bini e Paolo Nacarlo. Un messaggio alla signora Giovanna, la moglie di Carlo, è arrivato anche da Roberto Donadoni.

Ciao Carlo da parte di tutta la redazione di AMARANTO SFL

sabato 24 luglio 2010

Amoroso ci smentisce...

da IL TIRRENO del 24 luglio 2010 a firma Fabrizio Pucci

LIVORNO. «Se hai un’idea rispettala, non perché è un’idea, ma perché è tua». Jim Morrison probabilmente non si interessava di calcio, men che meno dei derby tra Livorno e Pisa, ma il suo aforisma si sposa bene con la storia di Christian Amoroso.
Lui, pisano di nascita, si era accordato con la società amaranto. Un anno di contratto, con opzione per il secondo. Ma non era convinto. E alla fine ha seguito il cuore. Merita rispetto.
Anche se lo osserviamo dal versante livornese. È lo stesso giocatore a rivisitare con la memoria gli ultimi giorni: «È stato un errore mio — dice — perché dentro di me sapevo che non sarei mai potuto venire a Livorno. Ho sbagliato a portare avanti la trattativa. Alla fine non ce l’ho fatta. E ho fatto marcia indietro».
Pressioni da ambienti nerazzurri?
«Affatto. Ho amici ultrà del Pisa. Per loro non ci sarebbe stato nessun problema se fossi venuto a Livorno. Mi hanno dato libertà di scelta, sanno che per me questo è un lavoro e io sono un professionista».
Nessun incidente diplomatico, ma forse sarebbe stato più opportuno rispondere subito “no grazie” alle avances amaranto: «Mi piaceva l’idea di giocare vicino a casa. Ho 34 anni. Ho due bambini e mi vedevo già sistemato. Anzi. Ora mi sento in difficoltà anche nei confronti della mia famiglia perché non ho ancora squadra e già pregustavamo la possibilità di fermarci qui».
Nel calcio dei mercenari, quella di Amoroso è una scelta in controtendenza.
«Giusto. Quando uno va in un posto deve essere tranquillo e sereno. La mia sarebbe stata una scelta di comodo. Ho rinunciato a tanti soldi. Sono sicuro che alla mia età non guadagnerò più tanto. Ma almeno sono a posto con la mia coscienza».



AMARANTO SFL apprende quanto scritto, ne accetta il contenuto, si riserva il diritto di non credere a tutto e si aspettava magari una parola di scuse... ma va bene anche così.

LA REDAZIONE